Visualizzazione post con etichetta storie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storie. Mostra tutti i post

UNA PARTITA


Passeggiava tranquillo lungo il parco nell'ora calda,un breve accenno di corsa.No,oggi non andava... Un sorso d'acqua dalla bottiglietta...madri con i bimbi,vecchi ciondolanti sulle panchine,coppie di ragazzi... Lui la stava abbracciando teneramente,il profumo della ragazza lo fece trasalire....quanti ricordi... Continuo' a camminare,incontro' una donna bionda,attraente,sinuosa... si ritrovo' a seguirla incuriosito. Forse per gioco aveva trovato il modo di fare passare il tempo....uscirono dal parco. Magneticamente attratto si ritrovo' in un bar, la vide bere un caffe' poi in un negozio di cianfrusaglie di un'amica...ed eccolo sull'autobus sempre con gli occhi rapiti dalla sua pelle. Il tempo passava,cambiava anche il paesaggio...la donna vestita in modo semplice emanava classe,inutile negarlo...scese...era scomparso il sole,piovigginava. Si diresse verso un vicolo...svolto'...non la vide "cazzo!". Senti' un rumore alla sua destra ,metallico,forte...sposto' il bidone:la grata del tombino era semichiusa. L'aprì e discese...pazzia allo stato puro. Si sentiva come un giocatore al tavolo di poker,voleva vedere le carte dell'avversario....appoggio' i piedi sul cemento umido.L'aria era fresca e puzzolente,si guardo' intorno,il tunnel era a malapena illuminato....le pareti gocciolavano continuo' a camminare.... Rumori in lontananza...luce...sussurri...arrivo' in uno spiazzo,torce ai lati...ancora quell'odore nauseabondo...ma che carte aveva in mano? Certamente non buone... Intravide una porta metallica semiaperta,un'ascensore con il tasto rosso che lampeggiava... quale poteva essere il piatto? Quante persone erano sedute al tavolo? Entro' nell'ascensore,inaudito...alle sue spalle il rumore sordo gli ricordo' che non aveva scelta:premette il tasto rosso. l'ascensore discese veloce...veloce...veloce...ancora quell'odore nauseabondo dentro le narici,nei polmoni... al termine della corsa il corridoio lo aspettava...con la poca luce ossevo' le pareti...capì l'origine dell'odore...sangue colava dai mattoni. Udì strani rumori,accellero' il passo:la stanza rossa aveva le pareti che si muovevano lentamente,si sbalordì,non aveva bevuto neanche un goccio di J.D.... Al centro un sarcofago,la donna bionda ballava una danza accovacciata sul corpo di un uomo,si giro',lo vide...sorrise...continuo'...urlo' in un gemito di piacere...si alzo'. Gli si fermo' il cuore. L'uomo non aveva la testa!!! Sangue sul ventre...lei gli si fece incontro. Lui era paralizzato dalla paura e dalla sua diabolica bellezza...lei lo bacio'...come mai nessuno l'aveva baciato prima..."benvenuto piccolo uomo" allargo' le braccia,inarco' la testa all'indietro"avanti figli miei..avanti...saziatevi!" Dai muri attravesrso i mattoni presero vita improvvisamente strani esseri deformi,un'infinita'...affamati e tutti camminavano verso di lui... Eh si...questo piatto non era suo...d'altronde cosa si poteva aspettare con una misera coppia in mano?

Ascoltami uomo,sii coraggioso,temerario,avventuriero ma non sfidare il destino se non hai buone carte in mano e al tavolo di fronte a te ti trovi...................

GOGLIARDIA PART II




My friends piccle istantanee della mega grigliata....il vostro Lucagel1,frammenti di pietanze,di costine ed ali di pollo e la....cuoca di bordo!
Il tutto annaffiato da buon Barbera d'Alba 13,5°.....ed anche peperoni ripieni,involtini di bresaola e formaggio,toma,pecorino toscano,frittelle alle erbette,frittelle di zucchine,omelettes,torta di pinoli,torta con schegge di cioccolato,sigaretti,grappetta,limoncello,vodkina.....dimenticavo,c'era dell'acqua,mi pare.....
Posted by Picasa

RITORNO DAL PARADISO



Ciao baby,sei sola?
Ti va di conoscermi?

lasciati guidare dall'istinto...

Oh Baby,non aver paura

stasera ti farò volare

Sei così sensuale

ti muovi come una leonessa

danzi come un cobra sulla mia musica

stasera il deserto è il nostro regno

Oh Baby,senti la musica?

le macchine si fermano fuori dal saloon

qui,al confine del mondo

violini,banjo ed armonica

cantano storie d'amore

vissute tra alcool e polvere

Ok Baby,il locale è intriso di desiderio

le mani battono a tempo

baciami come solo tu sai fare

lasciati andare...

portami nel tuo Sole

Hey Baby,rumori di boccali di birra

sui tavoli di legno

la tua pelle,sudata

inebriante per i miei sensi...

mi perderò tra le tue braccia

furiosamente attaccati l'uno all'altra

ci baceremo...

i finestrini appannati non fermeranno la musica

la passione irrefrenabile sui nostri corpi...

Oh Baby,sei così eccitata,

stordita dai tuoi sensi voluttuosi...

Sai Baby,ho scardinato la serratura

ho perso la chiave,

non voglio ritrovarla...

Stò domando un bianco destriero lungo le praterie

capello calato,tabacco in bocca,

ma tu sei così forte,mi stai disarcionando...

Senti Baby,non ti credevo così

superando il ritmo della musica

come una speedball sparata nelle vene...

Ok Baby,adesso una sigaretta e un birra...

Esco,

respiro l'aria della notte

guardo il tuo viso,adesso dolce

accarezzo i tuoi cappelli...

Chiudo gli occhi...

Mi sento come

di ritorno dal Paradiso








ONE MAN






Il rumore è sordo,metallico,potente...Ogni sera lo sento sulla mia pelle,durante quelle poche ore in cui riesco a dormire...il mio corpo esausto,chiede pietà...Ancora quel rumore,le luci si spengono,l'oscurità mi avvolge,ormai familiare,il cuore cullato dagli incubi pompa il sangue nelle vene,come liquido bollente.Queste quattro pareti stanno raccontando la mia storia,i miei giorni,le mie ore...Ora nulla ha più senso...Ancora quel rumore,apro gli occhi,non voglio ma devo farlo...Sono lì,mi aspettano in silenzio...Mi portano in una piccola stanza pulita con un forte odore di disinfettante,mi viene da vomitare.L'uomo di fronte parla lentamente,i miei occhi fissi sulle sue mani,lunghe curate,pulite...le mie invece rozze,ruvide, con i calli...Ho un piccolo sorriso ma non se ne accorge...Ascolto in silenzio,solo il rumore dei nostri respiri...Ancora dei passi,sulla soglia sono più numerosi,mi alzo...Quante volte ho pensato a questo momento,quante domande...ora è tutto così irreale,inutile...Dubito persino di essere me stesso...Tum tum tum il cuore,Tum tum tum...lungo il corridoio le luci al neon illuminano sulle pareti foto,frammenti della mia Vita,sguardi,corpi,emozioni,abbracci...crudeltà,disperazione,solitudine,rabbia:è in scena il mio spettacolo...Cammino,riesco a mantenere una postura adeguata,respiro calmo,il cuore docile,Lei mi è accanto mi stà accompagnando,non ho paura,è il mio momento,che posso fare? Una luce in fondo,la stanza con alcune sedie,il lettino,ancora neon...Silenzio assordante,mi fanno accomodare sul lettino stretto,freddo...Il respiro accelera,cerco di domarlo,voglio rimanere lucido...Qualcuno armeggia con i lacci di cuoio sui miei arti...mani sudate,eccitate...La luce sopra di me mi fà ripensare al Sole,pazzesco...Voci...Una porta che si chiude...Vorrei uscire dal corpo...Dov'è Lei?Con un impercettibile soffio d'aria mi risponde...L'ago freddo penetra nella mia carne,cerotti lo imbavagliano alla pelle...L'alito del carnefice...Non voglio urlare,non voglio disperarmi,non voglio piangere...E' il mio spettacolo...Alcuni istanti,le stringo forte la mano,il liquido si fa largo nel corpo,si mescola e comincia ad uccidere il sangue...Le sue labbra si posano sulle mie,amari e glaciali...E' il momento devo seguirla...Un ultimo respiro...L'ultimo battito...Tum tum tum...Tum tum...Tum...

IL GUARDIANO



Sono giorni che stò cavalcando sotto il sole,la borraccia è quasi vuota...il mio fedele compagno è stanco,lo sento quando sbuffa svogliato ad un mio comando...la polvere mi è addosso dappertutto,sui vestiti,sulla pelle,sulle labbra...Aggiro la piccola collina ed ecco in lontananza una piccola radura, quattro alberi malconci,una specie di capanna,osservo il sole ed anche se non sono molto tranquillo deciso mi avvicino.Stranamente l'aria è più fresca e sento anche rumore d'acqua...scendo, accompagno il mio fido ad una specie di piccolo stagno che si apre lungo un ruscello prima che quest'ultimo s'innabissi divorato dalla terra,è felice e ne ha ragione...mi asciugo il sudore sulla fronte,inzuppo il mio fazzoletto e me lo passo sulla faccia:una benedizione!


"Ne hai fatta di strada sotto questo sole,si vede da come sei ridotto",mi volto,mi è di fronte un vecchietto,si appoggia ad un bastone alla cui estremità è incastonato qualcosa,sembra un becco d'oca..."Lo hai detto,vecchio,ne ho fatta,scusa il disturbo ma eravamo a pezzi".Sorride,mi fà cenno di seguirlo verso la capanna,entro...dentro è molto accogliente,non si direbbe da fuori..."Non capita molta gente da queste parti,tieni mi è rimasto questo,vuoi favorire?"osservo quella poltiglia,ma la fame è tremenda,accetto...finalmente rilassato sul cuscino sopra il tappeto mi accorgo che il tempo è volato,devo essermi assopito..."Ma che cavolo ci fai quà?","Sono in missione,sai tempo fa qui sorgeva un piccolo villaggio io e la mia gente lo avevamo tirato su dal nulla...la terra era prospera con noi,la coltivavamo e lei ricambiava con splendidi raccolti..." sospirò,io mi feci più attento..."Un giorno successe,allora molti di noi se ne andarono,qualcuno rimase,per poco perchè poi si fece molto dura..."." Cosa stai dicendo?" "Vedrai,riposati ancora un poco,metto al riparo il tuo cavallo".Così feci,perchè mi ispirava fiducia quel Vecchio...Arrivò l'oscurità,spense le luci...sentìì improvvisamente un silenzio gelido,assordante...rumore di passi,stranissimi...e poi strisciare...sussurrò"Stai pronto,non scherzare"mi porse delle pallottole luccicanti nell'oscurità...lo vidi caricare il revolver...non so perchè lo feci anch'io...Una botta tremenda al soffitto,tremò tutto..."Ok adesso,non ti fermare,un colpo,un cuore..."Di scatto,inaudito per la sua età,si alzo spalancò la porta...le torce erano accese...caldo...angoscia...terrore quando vidi le strane creature che si avvicinavano,uomini,no,demoni...ringhiosi...ci volevano..."Un colpo,un cuore" mi disse ma mi accorsi che parlava nella mia mente,stava sparando...uno dei demoni mi era quasi addosso:sparai al cuore,cadde,uscì dal corpo del liquido verde e si dissolse...continuai a sparare,nell'aria solo urla animalesche ed i nostri spari...Non so quanto continuò...poi tutto si risolse,la pistola era scarica..."Non so cosa siano,ci hanno spaventati quando comparvero dal cielo,uccisero anche qualcuno...ma solo di notte...un giorno trovai una stele con delle scritte che non capìì,e delle pallottole lucenti...istintivamente colpimmo al cuore e funzionò...poi i miei amici si stancarono ed io rimasi solo,l'ultimo guardiano di questo posto maledetto..."Era l'alba,dovevo riprendere il cammino...in groppa al cavallo lo guardai "Non ti preoccupare sento che sono rimasti in pochi,ce la farò...adesso vai,questa non è la tua situazione,il tuo destino..."." Addio,vecchio...è stato un onore conoscerti...Sorrise in modo strano,come se dovessimo nuovamente incrociarci...

MAL DI TESTA


Aprì gli occhi e cercò di muoversi,la prima cosa che riconobbe fu il dolore lancinante alla testa,gli arti non rispondevano come dovevano,si ridistese..."Ok sono vivo,forse" ripetè il gesto e con uno sforzo degno di un super eroe si mise seduto.La testa fra le mani aveva l'effetto di un frullatore fuso,aprì gli occhi:la stanza era vittima del disordine della sera precedente,bottiglie vuote,sacchetti di patatine maltrattati,mozziconi di sigaretta,la radio accesa in stand by...Riuscì nell'impresa titanica di arrivare in bagno,come conquistare l'Everest...cacciò la testa sotto l'acqua gelata,l'effetto refrigerante gli permise di preparare un caffè bollente...Suonò il campanello,lacerante come unghie sulla lavagna,comparve il suo amico o gli sembrava tale "Sei pronto? Preparati...Cazzo che casino,te la sei spassata eh?".Le sue condizioni non glielo permettevano,gli avrebbe voluto mollare un ceffone...Si vestì,appena fuori il sole sembrava accanirsigli contro con una crudeltà inaudita...Con gli occhi chiusi salì sulla decapottabile...l'aria fresca era un toccasana...si calò i Ray Ban...Arrivarono in una strada secondaria,un'auto anonima con dei tipi li aspettava "Ti piace? E' molto potente e veloce come piace a te..."Lo guardava senza ascoltarlo " Non ne posso più di questo stronzo..."Passò mezz'ora:era al volante dell'auto anonima con a bordo i tipi ed il suo amico,guidava sicuro ma era svogliato...Si fermò davanti all'obiettivo,rimase ad aspettarli col motore acceso...istanti interminabili...Urla e baccano,i suoi compagni arrivarono veloci con un ostaggio...Le gomme stridero,imboccò velocemente la tangenziale," Lei chi cazzo è?" "Non rompere,pensa a guidare!"...Giunsero al posto prestabilito,cambiarono l'auto...Ripresero il viaggio apparentemente più tranquilli.Si fermò in una stazione di servizio "Devo svuotare la vescica" gli risposero le imprecazioni dei compagni...Andò in bagno...Passarono i minuti,insospettiti due compari scesero alla sua ricerca:il bagno era vuoto,corsero sul retro,aprirono la porta,un fischio...si voltarono nell'attimo esatto in cui il silenziatore attutì i colpi...Raggiunse l'auto posteggiata alla pompa di servizio,la ragazza l'aspettava al volante...si accostò e la baciò " Tutto bene?" "Facile,il tuo amico era proprio un coglione oltre che stronzo..." Sorrise...Aprì la porta,si sedette comodo " calò i Ray Ban "Ok bellezza let's go!Non esagerare,ho un pò di mal di testa..."

SEI DEL MATTINO



Ore sei del mattino,fa già caldo,mi asciugo il sudore,la gola secca reclama acqua...le mani sudate impugnano l'arma,com'è pesante...La mimetica è fusa sulla mia pelle,gli occhi scrutano ogni piccolo movimento ma sono stanchi...Devo alzarmi...La posizione obbligata intorpidisce le mie gambe...Chiedo il cambio e ne approfitto per mollare la mia inseparabile amante,mi accendo una sigaretta dietro nel cortile...Già...un piccolo spazio circondato da sacchi di sabbia,due torrette alle estremità...E' mattino presto fa già caldo ed ho ancora la gola secca...L'aria è intrisa di sabbia e polvere me la sento addosso,ovunque...lo leggo negli occhi dei miei compagni,alcuni cercano di riposare,altri improvvisano una partita...Stò fumando una sigaretta nell'ora d'aria,mi sembra d'essere un recluso,squadrato in questi fortini improvvisati,la paura costante di qualche pazzoide suicida...La sigaretta brucia come questo caldo infernale,brucia come i ricordi...I miei due vecchi,nel loro piccolo appartamento,tirano avanti con dignità,mio padre ex operaio si distrae tra una partita a carte e la tv,mia madre a cucire e far da mangiare...La paura e la disperazione che le leggevo alla mia partenza,l'orgoglio di mio padre....Carol,il mio amore,l'eterna promessa di matrimonio,come mi mancano i suoi baci,sorrisi,la sua pelle...sfogo la malinconia scrivendole lettere...quanto l'amo...Rumori di bambini che giocano...Faccio un tiro e mi sporgo leggermente...A piedi scalzi camminano con addosso una maglietta sbiadita e pantaloncini sgualciti,accanto alle loro madri stanno andando a prendere l'acqua...E' incredibile come gli basti poco per giocare felici...Vorrei essere lì con loro...Ore sei del mattino,fa un caldo infernale,ho finito la mia sigaretta ed i minuti d'aria...riprendo posizione con la mia amante...Il nuovo giorno è arrivato e noi continuiamo a commettere gli stessi errori...Ore sei del mattino,fà caldo,gli occhi scrutano la strada...Carol,quanto ti amo...

L'APPUNTAMENTO




Seduta alla scrivania leggeva per l'ennesima volta quelle poche righe,si alzò,guardò fuori,i grattacieli le sembravano tante braccia imploranti Dio:avrebbe voluto aggiungerci le sue...sorrise.Si mise la giacca,disse alla segretaria che si sarebbe assentata per un pò ed uscì.Incredibilmente era una giornata splendida,assolata...passeggiò dentro la folla...le persone le sembravano tantissime formiche indaffarate,sfuggenti,estranee...chiuse gli occhi,il sole caldo sulla pelle,di nuovo sorrise.Ordinò un drink accompagnato da olive e tartine,il barman era gentile,aveva dimestichezza con i liquori,il ghiaccio,lo shaker,le persone...Si guardò intorno,vide in un tavolo un ragazzo intento col suo portatile,"Mi offri da bere?" lui si sistemò gli occhiali,imbarazzato "Certo",ordinarono altri due drink ma lei era insoddisfatta,sentiva crescergli dentro un'irrefrenabile voglia di essere amata,lo accarezzò e lo baciò.Nel vicolo la possedette furiosamente...Si ritrovò a passeggiare,pensava all'appuntamento che le era stato preannunciato con quelle poche righe,in un piazza vide una giostra le mamme guardavano i propri figli divertirsi,avrebbe voluto saltar sù pure lei,giocare,ridere con loro,sorrise...un ragazzo all'angolo dietro una macchina vendeva della roba a dei suoi coetanei "Gira così oggi"pensò tra sè...Prese un taxi,passò accanto a delle belle villette bianche con i prati ben curati,i giochi per i bambini,le macchine costose "Una bellissima facciata per qualcuno" pensò forse riferendosi a se stessa.A destinazione notò la palazzina elegante in stile vagamente orientale con molti decori,ideogrammi e dei magnifici enormi vasi con colori sgargianti "Senza prezzo,probabilmente".L'uomo inappuntabile l'accolse,la fece accomodare in un salottino,le servirono del thè,deliziosamente ai frutti,una ragazza le fece un cenno,la seguì...la stanza aveva le pareti azzurre,enormi specchi,il pavimento in marmo bianco,fece una doccia,si preparò...calò la mascherina sul viso,il costume in lattex era un tutt'uno con la pelle...Vide la porta scorrevole aprirsi...la stanza era vuota,solo un letto con lenzuola rosse,rosso il parquet,rossa la tapezzeria,rossi i draghi disegnati nei quadri...L'uomo di mezz'età,bell'aspetto,era elegantemente avvolto in un kimono bianco,si avvicinò e si inchinò "Sono il tuo schiavo,ti appartengo,farò tutto quello mi ordinerai...".Afferrò il frustino e con un secco movimento sferzò l'aria..."Mia padrona,sono pronto..."

OFFRE LA CASA




Puntuale,ogni sera arrivo con la vecchia carretta sgangherata,giro la chiavetta,con uno sbuffo mi saluta...scendo,butto la solita sigaretta...potrebbe essere pura routine però è un pò come la prima volta...alzo la saracinesca,accendo qualche luce...Arriva Lucy,piccola,dolce ma così determinata...se avessi una figlia la vorrei come lei:mi aiuta a preparare il bancone,i tavoli,le sedie,tutto quel che occorre...il banco...centro del mio mondo...quanti bicchieri ha sopportato,quante persone,ognuna con la propria storia...E' quasi l'ora,accendo le luci,il mio piccolo grande compagno prende vita,la ciliegina è accendere l'insegna...Ci posizioniamo,io dietro lei nella sala,arredata con tavoli di legno piccoli e graziosi,ricoperti da tovaglie di stoffa rossa,le poltroncine un pò più appartate,su ognuno una piccola lampada con stampata una chitarra.Appese alle pareti foto di Buddy,John Lee,Jerry Lee e ancora Janis,Jim(la sua voce..),Jimi,T-Bone,Solomon,Muddy...Stacy arriva per prima accompagnata da suo marito Stan,tutti belli tirati,è fine settimana,un aperitivo e poi via a cazzeggiare...Johnny il tenero,innamorato cotto di una bella biondina che non lo caga a morire,tutta impettita sorseggia birra assieme ai suoi amici,tra poco andranno a festeggiare tra qualche miglio lungo la spiaggia...nel solito tavolo Mary Lou,per me "contessa" per via del suo portamento,le sigarette fini,il bloody mary,elegante senza strafare,sicura senza ostentare...Ogni sera del Venerdì è qui,non so da dove venga cosa fà,però è molto attraente,specialmente quando mi lancia sorrisetti complici verso quacuno nel locale...Jack potrebbe essere un personaggio uscito da un romanzo,l'abito,il capello,quando piove l'impermeabile,manco a dirlo è un detective,penserete stile Marlowe?No,più sfigato,il suo ufficio è la cabina telefonica all'angolo,quasi sempre al verde,è stato appiedato dalla moglie col primo che passava,cioè il suo socio,ex socio oramai...è un pò che non ha casi seri,si arrangia con pedinamenti di qualcuno che va a puttane,per poi mandare a puttane il matrimonio ed il conto in banca...Le mie dolci amiche,gentili e carine,portano sempre dei nuovi clienti,i loro insomma...La musica gira,stò dietro il banco ed osservo...molti entrano per la prima volta,qualcuno ritornerà,altri no...nelle poltroncine più appartate delle coppie,si raccontano l'uno all'altra,qualcuno si bacia,altri litigano terminando più innamorati di prima oppure,tra le lacrime dicendosi addio...allora esco dal banco,il prossimo giro lo offre la casa...io ed il mio locale andiamo avanti da un bel pò,a volte qualcuno esagera ma con l'aiuto del Signore e della mia amica sempre pronta sotto il banco,tutto si risolve...Cari amici questo è il mio mondo,il mio locale,i miei ospiti,la mia Lucy...se passate da queste parti venitemi a trovare,vi aspetto...tranquilli,il primo giro lo offre la casa...

IL SUO BACIO


Quando suonò la sveglia aveva la testa a pezzi,maledisse mille volte aver accettato quel lavoro ma non aveva scelta,così mandò a quel paese il suo Ego...La città era buia aveva cambiato aspetto,le luci artificiali la facevano da padrona...un buon caffè,un panino e poi si ritrovò a camminare verso la metro...ciondolando sul marciapiede sbadigliava cercando disperatamente di sforzarsi di leggere il giornale...niente, era del tutto inutile,lo gettò..quanto doveva ancora aspettare?Sentì dei rumori alle sue spalle,non ci fece caso...aumentarono...una ragazza bionda correva ansimante verso di lui...fu inchiodato dallo stupore misto a paura,in lontananza dei tipi la stavano inseguendo...automaticamente le fece un cenno,quando le fu vicino la spostò dietro alla grande colonna e ,cosa inaudita,girandosi richiamò l'attenzione dei loschi individui "L'hai vista,la ragazza bionda...nanetto..." balbettò fingendosi attore "Stava correndo in quella direzione..."Il tipo gli diede uno spintone ed assieme al compare continuò la corsa...l'adrenalina gli pompava a mille "Cazzo perchè?Perchè l'ho fatto?Sono impazzito?...Si lo sono..." E mentre arrivava il treno una mano gli afferrò il braccio , lo spinse dentro,si chiusero le porte e partì...Seduta di fronte a lui sembrava giovane,i capelli lunghi arruffati,l'aspetto trasandato...lo guardò "Grazie..." "Figurati,non chiedermi il perchè..." Il suo sorrisò mostrò i suoi denti bianchi...Il treno si fermò,lei si alzò e lo guardò stupita alzarsi..."Stò facendo una cazzata lo so...voglio venire con te...fanculo tutto..." In verità nel suo profondo non ne poteva più di tutta la monotonia della sua Vita,e quella ragazza,com'era bella ed attraente...Non disse nulla,uscirono,cercarono un taxi...a bordo seduto di fianco a lei ne sentiva il profumo...selvaggio,terribilmente attraente...La vide far cenno all'autista di fermarsi nel vicolo,la vide armeggiare il silenziatore della pistola...impietrito dal terrore la vide puntare l'arma contro il sedile dello sventurato..."Scendi,non puoi rimanere,sbrigati" affrettarono il passo,il cielo prometteva pioggia...Nel bar ,di fronte ad un caffè fumante ,la vide di nuovo tenera " Non chiederti il perchè di tutto questo,è un grosso casino, un bel casino con le persone sbagliate"."Questo l'ho intuito,non c 'è male per una dolce ragazza indifesa..." Vide un sorriso amaro sulle sue labbra...quanto avrebbe voluto baciarle! Uscirono sotto la pioggia fine,camminarono vicini l'uno all'altra...realizzò con sorpresa di sentirsi felice,per la prima volta libero da ogni vincolo,dalla monotonia,e quel corpo accanto al suo...Il suo sogno fu interrotto quando vide i due loschi in fondo alla strada,lei urlò di correre...corsero in un vicolo buio e si ripararono dietro a dei bidoni...arrivarono...rallentarono alla loro ricerca...improvvisamente la ragazza fece fuoco...nel mezzo della sparatoria,impotente ne vide uno cadere a terra sanguinante...vedendo che aveva la pistola scarica si gettò su quella del malavitoso e gliela lanciò e nell'istante in cui lei l'afferrò sentì uno sparo e poi un gran bruciore...chiuse gli occhi...il bacio lo risvegliò,era tutto offuscato e si sentiva stanco...la vide china su di lui con gli occhi lucidi...chiamò le ultime forze"...Vai,scappa,non perdere tempo..." vide le lacrime cominciare a bagnare il suo volto..."Non piangere,sai ne valeva proprio la pena...ti ho incontrata e ne sono felice...Ti amo..."Chiuse gli occhi,sentiva la pioggia bagnarli il volto e lavargli la Vita...ed assaporò il suo bacio ,tenero sulle sue labbra...

DIVINA





Guardarsi allo specchio,osservare la propria immagine,ogni singola ruga,il contorno delle labbra...un profondo sospiro...chiuse gli occhi,cercò mentalmente di stabilizzarsi,si sentiva parecchio nervosa...riprese a truccarsi,meccanicamente...il frastuono era incessante,veniva a malapena attutito dalla porta chiusa...Sola,seduta ,cercava di riprendere il bandolo della matassa,la sua vita,le sue emozioni,i suoi sogni...Perchè li aveva annegati nel suo più profondo? Una ruga nuova,certo era giovane ma si sentiva sulla pelle bruciare la Vita...Un'occhiata al cellulare,muto ed immobile...Ancora un sospiro,si alzò...vide la ragazza di fronte così bella,la pelle liscia,invitante,i fianchi snelli, il seno perfetto...quanti uomini l'avevano desiderata ardentemente...Un ultimo ritocco ai capelli,lunghi,ondulati,rossi...il rosso era il suo colore preferito,rosso era il costume,rossa la rosa che invitante aveva appoggiato sull'orecchio,rossa la tappezzeria della piccola camera ovattata...qualcuno bussò,vide posare sul tavolino tra il rossetto,rosso,ed il pettine un mazzo di rose rosse...non aprì il biglietto,avrebbe voluto sorridere...come scalare l'Everest...Già,ma perchè?Scosse la testa...La voce rauca,cavernosa dell'uomo la chiamò...un sorso di bourbon...Camminava decisa lungo il corridoio,il rumore aumentava...C'era una strana energia...La luce,rossa,rendeva l'ambiente surreale...sulla soglia l'uomo le sorrise...ininfluente...in un'istante vide la sua anima,così piccola,incastrata in un tunnel di bugie ,affari,soldi,infelicità assordante...Si spensero le luci,le voci cessarono...fece suo il palcoscenico,si accesero le luci,partì la musica,Lei sentiva solo gli occhi...occhi prima pieni di stupore poi sempre più eccitati,sempre più...l'energia le entrava nei pori,fluttuava nel suo sangue...la sua danza fermò quell'istante...C'era solo Lei,la Divina...aveva bisogno di quest'energia,adrenalina...come una droga...Continuò a danzare...più gli uomini erano ipnotizzati,più volava alto...Lo spettacolo finì,un trionfo a considerare le mance,i mazzi di rose,le bottiglie,i sogni peccaminosi...Una doccia veloce lavò tutto...mise in moto la macchina...entrò in casa,un bacio ai bimbi che dormivano...Suonò la sveglia nel primo pomeriggio assolato...fuori il rumore della città piano la faceva ritornare dove doveva essere...salutò la colf,scherzò con i bimbi...ma il tempo era denaro...Suonò il citofono,era l'autista...impeccabile nel tailleur scuro afferrò la ventiquattrore e si fece accompagnare in ufficio...Su di un muro la locandina prometteva sogni peccaminosi...prometteva la Divina...

IL CAPITANO


Il mare era calmo,la barca dondolava annoiata sotto i primi raggi del sole..baciò teneramente la sua compagna che beata ancora dormiva,i biondi capelli arruffati,il respiro lento,calmo,ipnotico..Si mise la giacca e camminò lungo le strette vie del paesino,salutò il vecchio amico che stava aprendo la saracinesca del bar,respirò l'aria fresca e si sentì felice..in quel momento realizzò la sua serenità...arrivò al piccolo porticciolo,c'era poca gente solo dei pescatori che stavano preparando l'attrezzatura..salì sulla sua piccola barca ,tolse l'ormeggio e dopo che il piccolo motore sbuffò cacciando tutta l'umidità,partì...si trovò in quella azzurra distesa sotto il sole ormai alto, chiuse gli occhi ed ascoltò il rumore del suo respiro su quello del mare..il suo stato meditativo fu interrotto da una piccola onda che fece sobbalzare la sua barca:una imbarcazione si stava avvicinando,ma qualcosa non gli quadrava..era vecchia quasi logora ma al contempo emanava un senso di solidità sinistra...qualche attimo e gli fu di fianco..si alzò e l'osservò, non scorse anima viva..si ritrovò al suo interno,mobili e cianfrusaglie antiche eppure ordinate,i quadri disegnavano antichi vascelli ed imbarcazioni,altri raffiguravano persone appartenenti a diverse epoche...il respiro aumentava ma non poteva tornare indietro,buttò un'occhiata fuori,non c'era traccia della sua barca...sentì il panico assalirlo,corse fuori..niente, solo il mare...dei rumori di posate lo portarono in una stanza..il tavolo era imbandito ma surreale:le pietanze fumanti,i coperti disposti meticolosamente, ma non c'era nessuno...rumori di bicchieri che venivano riempiti...camminò verso di loro e giunse in una piccola sala,ricca ,con appesi trofei alle pareti,trofei di vecchie imbarcazioni,ancora...l'adrenalina era al massimo,voleva uscire da tutto questo...prese un bicchiere pieno di qualcosa.."Ottima scelta ragazzo!"trasalì..si girò,seduto di fronte sulla poltrona incontrò quello che sembrava il capitano.."E' un ottimo liquore delle Antille Olandesi.."cercò di balbettare qualcosa,invano.."Non ti porre troppe domande insieme,avrai tempo..gustati il liquore.."buttò giù un sorso.."Vedi ragazzo,tutto ha un tempo,un inizio ed una fine,è naturale..ti sono stato accanto parecchio,devo dire che ne hai fatta di strada..ti ricordi da bambino?Sognavi un vita avventurosa per il mare,bè in parte ce l'hai fatta..solo che,come dicevo,tutto giunge ad un termine,ecco io rappresento quel termine..credimi non volevo e non voglio terrorizzarti,sai mi piacciono le entrate un pò teatrali.."e mentre lo vide sorseggiare,cadde pure lui su una poltrona..guardò il liquore nel bicchiere "Cazzo,non me l'aspettavo"," E chi se lo aspetta?siete troppo complicati ed impegnati..","E ora?""Ora avremo molto tempo per farci compagnia,vedrai non sarai solo,non è così drammatica,incontrerai altre persone,berrai altri liquori..e finiremo quella partita a dama che non hai più finito con quel simpatico vecchietto nella bottega della mamma..""Porca puttana!"pensò.."Hey,la tua condizione non permette certe uscite..Siamo dei Signori,fino a prova contraria.."Detto questo finì la sua bevanda,si accese un sigaro e ad un suo cenno l'imbarcazione si riavviò...Non gli rimase altro che bere il liquore,comunque gradevole,e di pensare alla prima mossa...a lui le bianche,le nere ovviamente al suo ospite...

PROFESSIONISTA


Seduto al banco del bar stava sorseggiando un drink,il pianoforte raccontava storie d'amore finite male..il gusto della sigaretta ormai gli era indifferente..ancora un sorso,poi la spense..quando il fumo si diradò incrociò quelle mani,lunghe ,affusolate, bianche..perfette..si muovevano sicure dal bicchiere alle labbra..carnose,ben definite,truccate il giusto,decise,attraenti..i loro sguardi si incrociarono..non sentì il bisogno di parlarle..le accese la sigaretta e sorseggiò il suo drink..era particolare il sapore delle sue labbra sul bicchiere..i minuti si fermarono nella stanza dell'albergo lì vicino..fecero l'amore tutta la notte..Prima dell'alba si svegliò,contemplò quel corpo sinuoso sul letto impregnato del suo odore..si vestì,uscì..respirò l'aria fresca del mattino..si sedette sulla poltrona,accese una sigaretta,si preparò da bere,la tv era accesa ma era ininfluente..si assopì..suonò il cellulare,ascoltò le semplici,fredde istruzioni..il giorno seguente era pronto davanti alla finestra ,aspettava..aspettava con calma glaciale,la mano decisa sull'arma,l'occhio teso nel mirino..questione di attimi e l'obiettivo si sarebbe materializzato sulla soglia del portone..quando la porta elegante si aprì,la riconobbe..sentì il suo profumo mentre la baciava..non esitò,premette il grilletto..era un professionista..ripose l'arma e mentre si allontanava riassaporò il sapore delle sue labbra sul bicchiere...

NOTTE BUIA E TEMPESTOSA



Notte buia e tempestosa


il Nostro si aggirava per le torri del castello ancora in fiamme


col cuore ansimante,
il passo si faceva sempre più veloce... sempre di più...


finchè,
in un salone ancora incredibilmente intero nella sua bellezza ,la vide...


stupenda e maestosa,sensuale e vellutata nel portamento,


si avvicinò,


lei si scosse impercettibilmente ...


i suoi occhi profondi ed intensi,quello sguardo, lo attiravano..


allungò timidamente una mano ma sorridendo lei si ritrasse...


non poteva più indugiare,
febbrilmente accarezzò la sua pelle, avvicinò le labbra su quella seta dorata,


inebriato dal profumo nulla aveva più senso...


chiuse gli occhi un istante ed assaporò...


li riaprì,non c'erano più fiamme,odore e cenere...


sdraiato sul letto di bianche lenzuola lei lo baciò"Andiamo mio amore, la notte stà terminando è ora di ripararci "...


sorrise...


"presto l'oscurità ci darà nuova linfa e vittime da cui abbeverarci..."


il Nostro chiuse gli occhi,


sospirò sul suo petto


sentì una piccola goccia uscirgli dal collo,


nulla in quel momento poteva interessargli...


ed arrendendosi si addormentò sul suo seno...